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Suoni d’Africa...
di Catharina
Beretta
Secondo noi, vivere la vera africa significa scoprirla in tutti
i suoi aspetti: lasciarsi incantare dalla bellezza della natura più
selvaggia, farsi avvolgere dai profumi che invadono l’aria, ascoltare il
vociare della gente che si incontra per strada, curiosare tra le
bancarelle gremite dei mercati, farsi tentare da sapori nuovi, leggere
storie di antiche vicende africane, leggende e fiabe, lasciarsi
trasportare dalle melodie, dai canti e suoni che provengono dai
villaggi.
Durante ogni nostro viaggio in Africa abbiamo vissuto
un’esperienza nuova che ci ha insegnato qualcosa in più di questa
meravigliosa terra, e al ritorno abbiamo portato con noi un ricordo e
un’emozione indimenticabile.
La domenica, nonostante sia un giorno
festivo, alle 6 di mattina la gente è già in fermento, i boda-boda (a
Malindi si chiamano così: sono una sorta di “taxi economici”, biciclette
dotate di un comodo cuscino sul portapacchi e guidate da un abile
“taxista”) sfrecciano per le strade polverose trasportando donne, uomini
e anche bambini, tutti vestiti e pettinati a festa che si recano alla
chiesa del villaggio. Se si ascolta con attenzione ci si accorge che in
lontananza il silenzio del mattino è animato da canti e musiche
ritmiche. La messa è iniziata: l’atmosfera è di festa, si canta, si
battono le mani, il corpo segue il ritmo in maniera del tutto spontanea
e naturale. Ci si sente parte di una forza che ha del magico, la
sensazione é di gioia e voglia di condividere.
La Religione Tradizionale
Africana non ha testi scritti, e l’unico modo che sin dall’antichità
permetteva di trasmettere la fede del popolo e l’etica della società era
tramite la tradizione orale, attraverso rituali e simboli. La musica
come forma di comunicazione realizzava questa trasmissione nella maniera
più efficace e facile da assimilare; è nelle varie occasioni, come la
nascita di un bambino, l’iniziazione, le feste maggiori, nel santuario,
al funerale, ecc., in cui è suonata, che la musica rivela in maniera
predominante la sua natura religiosa. Non è sorprendente che la vera
origine della musica Gospel si può rintracciare in Africa. I testi della
musica possono provenire da vari luoghi, ma la forma è africana ed é
l’interpretazione spirituale africana dell’espressione biblica "ogni
cosa che vive e respira lodi il nome del Signore".
Non solo, ma se ci pensiamo, paese dopo paese, il punto di partenza dei
missionari europei nel preparare le persone all’evangelizzazione è stato
tradurre le canzoni cristiane e incoraggiare il canto collettivo perchè
la musica era, ed è ancora, un importante veicolo per raggiungere la
profondità spirituale delle persone.
Attraverso la musica e la danza gli africani esprimono il loro mondo
interiore. E’ davvero uno spettacolo emozionante e coinvolgente
assistere ad allegre feste o celebrazioni religiose durante le quali
grandi e piccoli si lasciano travolgere da balli e canti, e a volte
vestiti con abbigliamenti tradizionali, si muovono al ritmo dei tamburi
o al suono di flauti.
In Africa le forme d’espressione musicale sono essenzialmente il
canto, il suono di strumenti musicali e la danza.
Il canto non è riservato per così dire ai pochi “cantanti
professionisti”, ma appartiene a tutta la comunità, perché secondo la
tradizione africana non esiste qualcuno che non sappia cantare. Il
canto nasce direttamente dal cuore, non è una questione d’intonazione e
di qualità della voce.
Poi ci sono gli strumenti musicali, che non hanno solamente un
ruolo di accompagnamento, ma costituiscono una gran parte della
musica, addirittura tanto quanto la voce. Gli strumenti melodici ad
esempio, sono spesso accordati per riprodurre il linguaggio parlato e il
messaggio che trasmettono è forte come quello del cantante. Le
tecniche costruttive utilizzate per realizzarli, sono frutto
indubbio di grande abilità artigianale e in alcune tribù le
famiglie si tramandano da secoli i metodi di lavorazione di materie
prime come lamelle, conchiglie, argilla, fibre, metalli, pelli, tappi di
bottiglia, zucche essiccate, gusci di tartaruga, attraverso cui
realizzare gli strumenti.
Poiché l’Africa è un continente davvero immenso di risorse e culture
musicali, la ricchezza di strumenti è impossibile da definire; tra
l’altro in alcune regioni (vedi Corno d’africa, Etiopia, Niger, ecc.)
oltre agli strumenti dell'Africa Nera occorre tener presente quelli di
derivazione e di appartenenza araba (vedi liuto, flauto e sonagli).
Altrettanto importanti della cultura musicale africana sono le danze
popolari tradizionali, i cui movimenti sinuosi e ritmici, incantano e
affascinano. La danza è momento importante di socializzazione che
non significa solo divertimento e voglia di muoversi, ma accompagna
la vita quotidiana, in ogni suo momento, felice o triste che sia.
Oltre agli energici movimenti vi sono anche dolci movimenti ondulatori
che partono dal bacino e si propagano lungo la colonna vertebrale fino
alla nuca, nelle braccia e nelle mani. Le danzatrici e i danzatori
diventano coscienti dei propri blocchi e delle proprie tensioni, rendono
il loro corpo più elastico e possono riequilibrarlo.
La danza africana si balla a piedi nudi. Le piante dei piedi tastano il
suolo e lo battono in un contatto immediato, ma non lo colpiscono, lo
accarezzano. Imparare la danza africana è davvero un lavoro intenso che
richiede perseveranza e concentrazione e la capacità di resistere alla
fatica.
L’ espressione fisica dei cantanti, il ritmo della loro musica, il tema,
e l’effetto successivo, tutto conferma che, nella musica, gli africani
esprimono ciò che credono, ciò che confessano e ciò che sperano -
un’unione con gli antenati nella terra degli spiriti.
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Il "Calao"



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