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Il leone - 3° parte
di Joseph Ngala
Cacciare, mangiare, dormire, arrampicarsi sugli alberi, giocare,
nuotare, badare ai piccoli, difendere il territorio... Il leone è
davvero impegnato, sia di giorno che di notte! Ma cos’è che preferisce
fare più di tutto?
A
conclusione di quanto vi ho raccontato sul leone fino ad ora negli
ultimi magazine, mi piacerebbe parlarvi di quelle abitudini (spesso
curiose!) e quei comportamenti che, non solo lo rendono così
affascinante, ma che giocano anche un importante ruolo nella sua
sopravvivenza.
Allora, partiamo da quella che senza alcun dubbio è la sua occupazione
diurna preferita: dormire! Effettivamente può sembrare strano che il
felino più temuto, l’animale simbolo della savana, il cacciatore per
eccellenza sia così pigro! In realtà non si tratta di pigrizia, ma
esistono diverse buone ragioni che lo spingono a dedicare quasi l’80%
della giornata a riposare. Innanzitutto riposare permette di
conservare le energie. I leoni infatti quando cacciano fanno ricorso
a tutte le loro forze, non solo, ma poiché possiedono uno stomaco
estremamente elastico, quando la caccia è andata a buon fine, sono in
grado di mangiare enormi quantità di cibo in una volta sola. Questo
permette loro di stare anche 2/3 giorni senza cacciare e il riposo aiuta
a far durare il senso di sazietà più a lungo.
Secondo, il fatto di essere il predatore più grande della savana,
consente al leone di non temere eventuali attacchi e quindi potersi
rilassare con più facilità e più frequentemente rispetto ad una gazzella
per esempio! Infine, essendo il leone un animale notturno, quando
il sole è alto nel cielo e il caldo è opprimente, preferisce sicuramente
sdraiarsi all’ombra di una pianta o di un cespuglio e dormire. Il
leone infatti si termoregola espellendo il calore attraverso la pelle
e, se non riesce a trovare ombra naturale, non disdegna l’ombra generata
da un altro leone o da una jeep parcheggiata.
Ansimare (come fanno cani, gatti, ecc.) non equivale a sudare per i
leoni, ma è una reazione che nasce di solito dopo un forte stress o
una mangiata troppo abbondante! Un altro modo per aiutare la
termoregolazione è leccarsi spesso le zampe anteriori che,
essendo molto vascolarizzate, se mantenute fresche raffreddano anche il
sangue che circola in quell’area.
Il leone ama anche arrampicarsi sugli alberi, intanto perché così
riesce a sfuggire dagli importuni di fastidiose mosche e poi perché da
lassù si può godere un po’ di venticello. Solitamente è più facile
scorgere leoni giovani sugli alberi, perché per un esemplare più vecchio
e magari acciaccato dalle troppe battute di caccia, risulta più
difficoltoso districarsi tra rami e foglie e soprattutto ridiscendere.
Un’altra attività che amano soprattutto i piccoli (ma alla quale si
abbandona di tanto in tanto anche qualche genitore) è giocare
ovviamente. Il gioco, nei cuccioli, è molto importante perché insegna
loro a socializzare e a sviluppare le tecniche di caccia e inseguimento.
I
cuccioli giocano con qualsiasi cosa attiri e stimoli la loro curiosità,
persino uova di struzzo, tartarughe o con la coda della madre. Spesso
tentano di giocare e coinvolgere anche gli adulti e solitamente sia
maschi che femmine si mostrano molto pazienti con i loro piccoli, ma
tendenzialmente preferiscono rimanere a guardare! Mentre la madre è
presente nella vita del cucciolo durante tutta la sua crescita, il padre
rimane a distanza nei primi mesi di vita del piccolo; sarà lui stesso
poi, appena più grandicello e incuriosito dalla presenza del padre, a
cercarlo approcciandolo con il gioco appunto.
Quando non dorme, e non gioca, allora il leone caccia. Caccia
solitario o in gruppo (soprattutto se a cacciare sono le femmine o
se la preda è molto grande, vedi bufalo), ma non sempre si mostra molto
cooperativo. In particolare quando arriva il momento di mangiare e
dividersi la preda, non è raro che nascano risse e che, tra chi
cerca di prevaricare sugli altri e chi difende la sua parte, si alzi un
gran polverone. In generale comunque, anche il momento del pasto è
regolato da una gerarchia: il primo a mangiare è il maschio adulto,
a seguire la femmina e infine i leoni più giovani.
La preda non è sempre frutto di una dura e faticosa caccia. Se si
presenta l’opportunità di faticare meno e correre meno rischi, il leone
ne approfitta e si accontenta di cibarsi della carcassa di un animale
morto per cause naturali o tentare di rubare la preda altrui (per
esempio di licaoni, iene, e anche di altri leoni).
Sono
davvero un’infinità le cose che si possono raccontare sul leone,
esistono tante storie, leggende, anche proverbi ispirati alla loro forza
e maestosità. Nel corso dei secoli innumerevoli sono le occasioni che
hanno visto protagonisti i leoni, anche in relazione all’uomo, nel bene
e nel male, e non solo la cultura africana, ma direi in tutto il mondo.
Magari più avanti torneremo a parlare di lui... ma per ora mi fermo qui
e vi do appuntamento al prossimo numero del magazine con un altro
straordinario animale africano!

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