N° 9 | Luglio 2007

 

Il leone - 3° parte di Joseph Ngala

 

Cacciare, mangiare, dormire, arrampicarsi sugli alberi, giocare, nuotare, badare ai piccoli, difendere il territorio... Il leone è davvero impegnato, sia di giorno che di notte! Ma cos’è che preferisce fare più di tutto?

A conclusione di quanto vi ho raccontato sul leone fino ad ora negli ultimi magazine, mi piacerebbe parlarvi di quelle abitudini (spesso curiose!) e quei comportamenti che, non solo lo rendono così affascinante, ma che giocano anche un importante ruolo nella sua sopravvivenza.

Allora, partiamo da quella che senza alcun dubbio è la sua occupazione diurna preferita: dormire! Effettivamente può sembrare strano che il felino più temuto, l’animale simbolo della savana, il cacciatore per eccellenza sia così pigro! In realtà non si tratta di pigrizia, ma esistono diverse buone ragioni che lo spingono a dedicare quasi l’80% della giornata a riposare. Innanzitutto riposare permette di conservare le energie. I leoni infatti quando cacciano fanno ricorso a tutte le loro forze, non solo, ma poiché possiedono uno stomaco estremamente elastico, quando la caccia è andata a buon fine, sono in grado di mangiare enormi quantità di cibo in una volta sola. Questo permette loro di stare anche 2/3 giorni senza cacciare e il riposo aiuta a far durare il senso di sazietà più a lungo.

Secondo, il fatto di essere il predatore più grande della savana, consente al leone di non temere eventuali attacchi e quindi potersi rilassare con più facilità e più frequentemente rispetto ad una gazzella per esempio! Infine, essendo il leone un animale notturno, quando il sole è alto nel cielo e il caldo è opprimente, preferisce sicuramente sdraiarsi all’ombra di una pianta o di un cespuglio e dormire. Il leone infatti si termoregola espellendo il calore attraverso la pelle e, se non riesce a trovare ombra naturale, non disdegna l’ombra generata da un altro leone o da una jeep parcheggiata.

Ansimare (come fanno cani, gatti, ecc.) non equivale a sudare per i leoni, ma è una reazione che nasce di solito dopo un forte stress o una mangiata troppo abbondante! Un altro modo per aiutare la termoregolazione è leccarsi spesso le zampe anteriori che, essendo molto vascolarizzate, se mantenute fresche raffreddano anche il sangue che circola in quell’area.

 

Il leone ama anche arrampicarsi sugli alberi, intanto perché così riesce a sfuggire dagli importuni di fastidiose mosche e poi perché da lassù si può godere un po’ di venticello. Solitamente è più facile scorgere leoni giovani sugli alberi, perché per un esemplare più vecchio e magari acciaccato dalle troppe battute di caccia, risulta più difficoltoso districarsi tra rami e foglie e soprattutto ridiscendere.

 

Un’altra attività che amano soprattutto i piccoli (ma alla quale si abbandona di tanto in tanto anche qualche genitore) è giocare ovviamente. Il gioco, nei cuccioli, è molto importante perché insegna loro a socializzare e a sviluppare le tecniche di caccia e inseguimento.

I cuccioli giocano con qualsiasi cosa attiri e stimoli la loro curiosità, persino uova di struzzo, tartarughe o con la coda della madre. Spesso tentano di giocare e coinvolgere anche gli adulti e solitamente sia maschi che femmine si mostrano molto pazienti con i loro piccoli, ma tendenzialmente preferiscono rimanere a guardare! Mentre la madre è presente nella vita del cucciolo durante tutta la sua crescita, il padre rimane a distanza nei primi mesi di vita del piccolo; sarà lui stesso poi, appena più grandicello e incuriosito dalla presenza del padre, a cercarlo approcciandolo con il gioco appunto.

 

Quando non dorme, e non gioca, allora il leone caccia. Caccia solitario o in gruppo (soprattutto se a cacciare sono le femmine o se la preda è molto grande, vedi bufalo), ma non sempre si mostra molto cooperativo. In particolare quando arriva il momento di mangiare e dividersi la preda, non è raro che nascano risse e che, tra chi cerca di prevaricare sugli altri e chi difende la sua parte, si alzi un gran polverone. In generale comunque, anche il momento del pasto è regolato da una gerarchia: il primo a mangiare è il maschio adulto, a seguire la femmina e infine i leoni più giovani.

La preda non è sempre frutto di una dura e faticosa caccia. Se si presenta l’opportunità di faticare meno e correre meno rischi, il leone ne approfitta e si accontenta di cibarsi della carcassa di un animale morto per cause naturali o tentare di rubare la preda altrui (per esempio di licaoni, iene, e anche di altri leoni).

 

Sono davvero un’infinità le cose che si possono raccontare sul leone, esistono tante storie, leggende, anche proverbi ispirati alla loro forza e maestosità. Nel corso dei secoli innumerevoli sono le occasioni che hanno visto protagonisti i leoni, anche in relazione all’uomo, nel bene e nel male, e non solo la cultura africana, ma direi in tutto il mondo.

Magari più avanti torneremo a parlare di lui... ma per ora mi fermo qui e vi do appuntamento al prossimo numero del magazine con un altro straordinario animale africano!