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Il leone - 2° parte
di Joseph Ngala
Nell’ultimo numero del magazine ci siamo lasciati parlando dei
leoni, e in particolare vi accennavo ad una esperienza molto, molto
emozionante che ho vissuto qualche anno fa. Inizio allora raccontandovi
dell’incontro a dir poco ravvicinato... con un cucciolo di leone!!
Mi
trovavo all’interno del parco dello Tsavo, in Kenya, insieme all’autista
della jeep e a un gruppo di persone avevo trascorso la giornata tra le
meraviglie e i panorami che solo la natura della savana può regalare; il
tramonto dipingeva il cielo di colori così intensi da togliere il fiato,
l’ombra della jeep sul sentiero polveroso andava allungandosi e la
calura del giorno ormai lasciava il posto ad una temperatura decisamente
più sopportabile.
Fu proprio mentre rientravamo al Lodge che, tra la
vegetazione brulla, notammo una macchietta curiosa. Aggirando
silenziosamente un cespuglio, improvvisamente notammo tra l’erba alta un
cucciolo di leone; avrà avuto sì e no pochi mesi, e se ne stava tutto
raggomitolato vicino ad un sasso. Ci accorgemmo immediatamente che era
ferito e notammo anche che nelle vicinanze sembrava non esserci la
presenza di altri leoni adulti. Probabilmente era rimasto orfano pensai...
Il regolamento dei Parchi prevede che in un caso come questo, si
avvertano della situazione i ranger, i quali però, prima di prendersi
cura dell’animale ferito, devono attendere 24 ore per essere certi che
il piccolo in difficoltà non venga raggiunto e accudito da un altro
membro del branco.
Decidemmo così di rientrare al Lodge per poi tornare
l’indomani.
Il giorno successivo il leoncino era ancora lì, tutto
intirizzito e spaventato. A questo punto non avevamo scelta, se non lo
avessimo portato noi dai Ranger sarebbe morto. Dopo aver controllato che
non vi fossero altri leoni nelle vicinanze, con il cuore in gola, scesi
dalla jeep e riuscii ad afferrare il cucciolo. Se nascosta tra la
vegetazione ci fosse stata la leonessa, sarei stato davvero in pericolo
di vita, perché non esiste niente di più aggressivo e feroce di una
mamma alla quale viene preso il proprio cucciolo! Che sensazione
incredibile... aveva il pelo fitto e spesso, ma al tempo stesso lanoso e
morbido, le zampe così grandi e sproporzionate rispetto al resto del
corpo… Saliti sulla vettura il piccolo cominciò a soffiare e dimenarsi,
nonostante fosse quasi privo di forze. Mai prima mi era capitato di
poter tenere tra le braccia un leoncino, sentirne l’odore pungente di
selvatico, il brontolio e il tremore della pancia ad ogni tentativo di
flebile ruggito. Che emozione! E che agitazione! Le persone che si
trovavano con me sulla jeep in quel momento erano incredule. Ricordo che
tra loro, una donna in particolare rimase così colpita dal cucciolo che,
quando lo consegnammo ai Ranger, pianse per l’emozione e, mi disse in
seguito, anche per la voglia di portarselo via con sé!
I Ranger
portarono il cucciolo di leone all’orfanotrofio degli animali di Nairobi
per essere accudito finché non fosse stato sufficientemente in forma e
grande da poter essere rimesso in libertà.
Tra leoni, i
legami affettivi
tra membri dello stesso gruppo sono molto solidi e vengono manifestati
in tantissimi modi: ad esempio è comune osservare le femmine che si
puliscono a vicenda il manto, oppure i cuccioli che giocano fra loro e
cercano di coinvolgere gli adulti. Non solo, ma all’interno di un
branco, tutte le leonesse non si occupano solo dei propri cuccioli, ma
nel caso in cui un piccolo resti orfano, questo viene adottato e
allattato dalle altre femmine. Questo è possibile grazie al fatto che le
femmine sono in grado di sincronizzare i cicli riproduttivi.
Pensate che
in condizioni particolari, i leoni possono stabilire legami affettivi
con individui di altre specie, incluso l'uomo! Un episodio
particolarmente insolito, si è verificato in Kenya, credo nel 2005, e
coinvolse una leonessa che adottò un piccolo di orice (una specie
normalmente predata dai leoni), allevandolo e proteggendolo anche dagli
attacchi dei propri simili. E solo per farvi un altro esempio,
sicuramente più nota è la storia dell’incredibile amicizia nata tra un
uomo, la sua compagna e alcuni leoni, descritta in una serie di romanzi
scritti dal protagonista stesso, Gareth Patterson (conosciuto anche come
‘l’uomo dei leoni’).
Ma tornando ai rapporti e ai legami che regolano la
vita all’interno di un branco di leoni, dovete sapere che un branco è
costituito soprattutto dalle femmine (spesso imparentate tra loro), dai
rispettivi cuccioli e da un maschio adulto (in alcuni casi possono
coesistere più maschi nello stesso gruppo, i quali creano una specie di
coalizione composta al massimo da 8 o 9 membri). I cuccioli maschi, una
volta raggiunta la maturità, vengono allontanati dal branco (per evitare
accoppiamenti tra consanguinei) e dovranno impegnarsi nella conquista di
un proprio branco o saranno costretti a vagare soli per la savana.
Tra i
leoni non esistono specifiche stagioni degli amori, ma periodi di
accoppiamento durante i quali spesso le femmine si astengono
completamente dalla caccia e si accoppiano con i maschi della coalizione
fino a 40 volte al giorno! La gestazione poi dura tra i 100 e 113 giorni
e una volta nato, il cucciolo sarà attivo già dopo sei settimane (anche
se la capacità di predare viene raggiunta intorno ai 2 anni di età).
A
proposito di riproduzione e accoppiamento, leggevo recentemente alcuni
articoli relativi all’omosessualità riscontrata tra molte specie di
animali (circa 1.500 in tutto il mondo!) Fino a qualche decina di anni
fa l'omosessualità è stata osservata principalmente in animali
addomesticati o esemplari selvatici tenuti in cattività e bollata come
una espressione anomala della sessualità animale, ricondotta a diverse
cause scatenanti (ad esempio la presenza di individui dello stesso sesso
confinati in una gabbia o in un recinto, carenze o eccessi di ormoni
sessuali o un difetto di informazione nelle prime fasi di vita di un
animale).
L'intensa attività dei biologi ora però sta cambiando gli
orizzonti; il rapporto tra animali dello stesso sesso, infatti, non deve
essere per forza considerato un atto sessuale in senso stretto, ma
utilizzato per creare alleanze e protezione tra i partner.
Tra i leoni
ad esempio, ricerche affermano che circa l'8% delle monte coinvolge due
maschi. Ma questo comportamento è da considerarsi, nella maggior parte
dei casi, una manifestazione di status sociale e di rapporto gerarchico,
e talvolta una tattica: un giovane maschio si avvicina a un adulto
recitando la parte di una femmina in calore, un meccanismo che
tipicamente serve a bloccare l'aggressività.
Quante cose ci sarebbero da
dire sui leoni... ci siamo davvero resi conto che due uscite sul magazine
non sono sufficienti per parlare di tutti gli aspetti e le curiosità che
identificano questo animale. Perciò abbiamo deciso di dedicargli anche
il prossimo numero! Non mi resta che dirvi allora: “TO BE CONTINUED...”

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