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Un Natale ricco di
desideri
di Giulia Rumor
Chi vi scrive lo fa dal Kenya, il giorno della vigilia di
Natale.
Questa mattina parlavo con Anna (un’amica che sta trascorrendo
le vacanze qui a Malindi), lei mi diceva che il Natale, trascorso qui al
caldo, non è un vero Natale.
L’atmosfera, infatti, nonostante lo sforzo apprezzabile degli italiani e
dei commercianti locali, che hanno cercato di addobbare strade e vetrine
con addobbi vari a tema natalizio, non ha nulla che ricordi il “nostro”
tradizionale, caratteristico, ripetitivo Natale. Forse sarà il clima,
chi lo sa, ma qui non sembra possibile che “arrivi” il Natale!
E’ stato questo lo spunto che mi ha fatto riflettere... ed ho capito che
qui il Natale al quale siamo abituati, il tipico Natale occidentale,
non ci sarà mai!
Raccontavo ad Anna qualche giorno fa, in veste di fresca e spesso
inesperta mamma quale sono (il mio piccolo Pietro ha appena 4 mesi e
mezzo), che vorrei abituare mio figlio a non essere sommerso da regali,
in occasione delle feste italiane (compleanno, Santa Lucia, Natale, e
qualsiasi altra occasione sia un pretesto per comprare). Lei mi diceva,
con l’esperienza di chi ha figli già grandi, e che forse certi buoni
propositi educativi li ha dovuti vedere infrangere contro gli usi e i
costumi della nostra società, che è molto difficile portare avanti con i
propri figli delle scelte così “singolari” in una società in cui tutti
hanno tutto. E più di tutto.
E’ così che mi è tornata alla mente una frase che mi sentii dire qualche
anno fa, quando ancora non avevo conosciuto l’Africa e ancora non me ne
ero innamorata, e quindi quando ero ancora lontana dalle “ovvie”
riflessioni che questa terra ci impone. Volevo scegliere il regalo di
Natale per Elisa, la bimba di una mia cara amica, e decisi di domandarle
che cosa aveva chiesto a Babbo Natale.
Lei mi rispose, con tono un po’ triste e annoiato: “Non ho ancora
scritto la letterina a Babbo Natale, perché non so cosa chiedergli”. Le
sue parole mi risuonarono dentro. Non sapeva cosa chiedergli... Ricordo
quando ero bambina io, quando toccava a me scrivere la letterina a Babbo
Natale, a quando cercavo tra i miei mille desideri di selezionare quelli
più importanti, quelli che più bramavo di veder realizzati. Facevo un
elenco, lo cancellavo, poi lo rifacevo più e più volte, nei giorni che
precedevano il Natale, nell’indecisione di ciò che davvero doveva stare
in cima alla lista, e che con più probabilità avrebbe “convinto” Babbo
Natale.
Non voglio fare della retorica, ma oggi noi abbiamo commesso un torto
gravissimo ai nostri figli: abbiamo tolto loro il DESIDERIO.
Dando tutto, accontentando ogni piccola richiesta materiale (game boy,
bicicletta, cellulare, televisione, ...), i nostri bambini non sognano
più di vedere realizzati i propri desideri, perché noi li realizziamo
subito dopo che loro li hanno fatti nascere dentro sé stessi. Non godono
più dell’attesa, dell’”ansia” di poter vedere realizzati i loro sogni,
della conquista...
Qui in Kenya, in Africa, i bambini sognano e basta. Desiderano anche
se sanno con quasi assoluta certezza che non vedranno mai realizzati i
propri desideri. Ed è forse per questo che gioiscono con tutto il cuore
anche di piccole cose: un biscotto, una fetta di pane, una
caramella, una matita colorata, una maglietta di seconda mano, perfino
uno slip. E si costruiscono da soli giochi che hanno un fascino davvero
indescrivibile, lavorando con pazienza pezzetti di legno, brandelli di
carta portati dal vento, piccoli cordoni,... e dando dimostrazione di
grande creatività e manualità. Proprio quella che stanno perdendo i
nostri figli.
Bene. Per questo Natale io auguro a tutti i bimbi africani (ce n’è
proprio ora qui fuori casa un gruppetto che schiamazza correndo dietro
ad una palla fatta di stracci) di non perdere mai il desiderio, dentro
di sé. Ai bimbi occidentali auguro di scoprire quanto sia bello sognare
e desiderare. A mio figlio Pietro auguro di riuscire a cogliere il buono
in queste due società così diverse tra loro, ma che hanno tanto da dirci
e da insegnarci.
A tutti voi che mi state leggendo auguro un mondo di bene, un radioso
Natale e un emozionante anno nuovo.
Giulia
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