N° 6 | Gennaio 2007

 

Il lato oscuro dell'Africa di Catharina Beretta

 

L’Africa è una terra meravigliosa, ricca di tradizioni e di cultura, ed è sempre estremamente interessante per noi documentarci sugli aspetti più nascosti di questo mondo così intrigante e spesso denso di mistero. Quello di cui vorremmo parlare questa volta rientra in quel “lato oscuro” dominato da forze soprannaturali, magia e incantesimi.

Quando cala la notte e l’oscurità avvolge i villaggi, spiriti invisibili e figure misteriose si impossessano delle forze della natura e ne sfruttano la potenza.

Un tempo, l’insieme delle credenze e delle pratiche magiche faceva parte della cultura dominante; oggi ha perduto gradualmente importanza, anche se non è scomparsa del tutto. Lo testimoniano i riti e le superstizioni popolari, gli amuleti e le fatture che ancora oggi persistono all’interno delle società moderne africane.

Tra i poteri segreti dell’Africa, la stregoneria è quella che sicuramente affascina di più, perché è una vera e propria arte, e perché influenza e condiziona tuttora i comportamenti delle persone e la vita della comunità.

Secondo le credenze, le streghe sono ritenute persone in grado di separare durante il sonno la loro anima dal corpo e di vagare nella notte sotto altre sembianze (ad esempio in Tanzania si crede che le streghe accompagnino le creature notturne come i gufi o le iene) spinte da intenzioni malvagie.

Le streghe sono viste come portatrici di morte, miseria e malattia, sono ritenute responsabili di epidemie e si crede abbiano la capacità di rendere gli uomini ciechi, storpi, addirittura impotenti o le donne sterili, di indurre le persone a rubare, sperperare il denaro e ubriacarsi.

Si dice che le streghe attacchino più facilmente le persone a loro più vicine, in alcuni casi gli stessi figli. Non sorprende quindi il fatto che la loro semplice presenza all’interno di una comunità semini il terrore.

La caratteristica principale della stregoneria è la capacità di impossessarsi delle persone contro il loro volere o comunque senza che esse se ne rendano conto e obbligarle ad agire in modo malvagio a discapito del villaggio. Ecco perché in passato chiunque fosse stato sospettato di praticare stregoneria veniva bruciato. Ma questo spesso non era sufficiente a debellare la paura. Infatti le streghe, sentendo vicina la loro fine, trasferivano su un qualunque oggetto (ad esempio una conchiglia, un vaso, un pendaglio, una moneta) i loro poteri, cosicché chi avesse preso quell’oggetto se ne sarebbe impossessato. Ma il potere delle streghe poteva e può essere ereditato in tanti altri modi, ad esempio trasmesso nel grembo materno di madre in figlia, come se fosse una malattia ereditaria.

A questo punto probabilmente viene da chiederci come si presenta una strega. Anche se si dice che solo tra streghe è possibile riconoscersi, vi sono alcuni aspetti esteriori e del comportamento che le identificano e che vi scriviamo a seguire (nel caso vi capitasse di incontrarne una!): una smisurata crescita dei peli, oppure gli occhi arrossati, un eccessivo spazio tra i denti, un atteggiamento particolarmente riservato e schivo, la balbuzie, l’essere solitario e taciturno o ancora si crede che esse camminino a testa in giù ed escano di casa solo la notte, che si cibino di carne umana e che organizzino riunioni tra streghe durante le quali offrire sacrifici umani. In realtà gli unici che si crede possano effettivamente riconoscere una strega sono gli indovini più esperti, che si affidano ai responsi degli oracoli, ai quali chiedono spesso anche aiuto, e i guaritori, i quali dal canto loro possiedono le conoscenze mediche per guarire la vittima.

Ancora diverso invece è il compito del sacerdote all’interno di una comunità, il quale cerca di combattere le forze maligne delle streghe attraverso riti (tra cui l’esorcismo), cerimonie e danze durante le quali cade in trance e riceve dalle divinità indicazioni su come procedere.

 

Nonostante le idee sulla stregoneria siano condivise praticamente in tutto il mondo, benché non esista un legame tra le diverse culture, gli studiosi ancora non sono i grado di dare spiegazioni a riguardo e di provarne l’effettiva esistenza. Quello che si sa con certezza è che la stregoneria non é un fenomeno legato all’ignoranza e all’isolamento culturale, infatti a credere nelle forze dell’occulto sono anche universitari, funzionari statali, medici e impiegati, e che la gente è disposta a tutto, anche a spendere tutti i propri averi per proteggere se stessa e la propria famiglia.

 

 

Immagini tratte dal libro “Africa. Riti e tradizioni di un continente” ed. Konemann.

Fotografie di Henning Christoph