Secondo una leggenda africana lo gnu sarebbe il risultato dell’incrocio
di differenti specie di animali (certo non si può negare che sia
decisamente poco attraente!); lo gnu ha zampe alte ed esili, come
quelle dell’antilope, la testa grande e allungata, gli occhi distanti e
sporgenti, dei baffi che sembrano dividere il muso in due e una lunga
barba bianca, corna corte, appuntite e ricurve verso l’alto, simili a
quelle del bovino; la linea della schiena che dal petto e dalle spalle
forti e massicce scende alla parte posteriore, è visibilmente più bassa,
quasi non riuscisse a sostenere tutto il suo peso; il pelo é raso dalle
tonalità del marrone scuro e grigio, con una criniera più folta attorno
al collo e la coda lunga come il cavallo.
Gli stessi suoi movimenti risultano poco aggraziati, a volte addirittura
buffi! Si dice che nella stagione degli amori, per impressionare le
femmine del gruppo, essi compiano delle piccole coreografie, correndo in
cerchio, sollevando nubi di polvere e scuotendo la testa come se fossero
impazziti. A dire la verità a volte sembra che in loro ci sia soltanto
la voglia di sgranchirsi le gambe! La forza e la tattica di difesa
degli gnu, che spesso li salva dagli attacchi dei predatori, sta non
solo nell’unione del branco e quindi nella fuga di gruppo, ma anche
nell’agilità della loro corsa. Se osserviamo uno gnu in fuga, che
so, magari da un leone, si noteranno i suoi scatti veloci e repentini e
il movimento a zig zag, quasi come un giocatore di calcio mentre scarta
gli avversari!
Lo gnu è un animale molto territoriale e vive in branchi numerosi,
costituiti anche da decine e decine d’esemplari, tra maschi adulti,
giovani e femmine.
Una delle curiosità che riguardano questo animale è che i gruppi di gnu
che si formano, restano invariati per tutta la vita, e se un intruso
cerca di entrare nel territorio altrui, immediatamente viene cacciato a
colpi di corna.
Una particolarità degli gnu che non tutti conoscono, è la
capacità di sincronizzare tra di loro il momento del parto.
Incredibilmente, nell’arco di tre settimane tutte le femmine gravide
danno alla luce quasi simultaneamente i loro piccoli; condizione
essenziale però è che nei dintorni non ci siano pericoli in agguato.
Addirittura le femmine, per proteggere i loro piccoli e tenerli il più
al sicuro possibile, se vengono sorprese da un predatore durante il
parto, riescono ad interromperlo e a riprendere non appena sane e salve.
Da non credere…
Forse non tutti sanno che…
Dovete sapere che il numero di gnu che popolano le praterie africane è
molto alto. Questo porta ai pastori e agli allevatori nomadi che vivono
ai confini dei parchi un fastidioso svantaggio, ma per fortuna anche un
importante beneficio. Se da una parte, infatti, il bestiame deve
dividere l’approvvigionamento d’erba fresca e d’acqua con i suoi
“parenti” gnu, dall’altra, forse non tutti sanno che gli allevatori
hanno la possibilità di catturare facilmente una o più femmine di gnu e
usare il loro latte per nutrire i vitelli, permettendosi così di poter
usufruire personalmente del latte vaccino.
Purtroppo ancora una volta l’uomo rientra tra le cause principali del
rischio d’estinzione di una specie animale; ma non tanto per ciò che
vi ho appena accennato, ma per colpa dei numerosi bracconieri, che
seguono le mandrie di gnu per poi ucciderli e commerciarne la carne, o
conservarne delle parti come trofei di caccia.
A proposito di gnu, non posso di certo non parlarvi di quello che è
considerato lo spettacolo più strabiliante e impressionante della
savana, l’attrazione per eccellenza che affascina tutti i turisti, ossia
la migrazione degli erbivori. Ogni anno, nello stesso periodo,
gnu, zebre e antilopi, s’incontrano e partono per un viaggio che li
porterà dalle aride distese asciugate dal sole del Serengheti in
Tanzania, al parco del Masai Mara in Kenya (e viceversa a seconda del
periodo) alla ricerca d’acqua e cibo. Vi assicuro che trovarsi in mezzo
ad una tale immensa moltitudine di animali, tutti diretti nelle stessa
direzione, fiancheggiare con la jeep una colonna di gnu, lunga
addirittura 16 km che si perde oltre l’orizzonte, osservare i loro
comportamenti ed ammirarne i movimenti lenti, ma continui, è
incredibilmente emozionante!
A questo punto mi viene in mente una curiosità che riguarda proprio la
migrazione: assistendo a questo spettacolare esodo, infatti, vi capiterà
di udire un particolare suono, profondo e regolare, che rompe il
silenzio della savana. Sono gli gnu che emettono un canto come per
battere il ritmo di marcia, un canto che serve come punto di riferimento
e li accompagna durante tutto il loro lungo cammino.
Ma la migrazione non è soltanto una straordinaria manifestazione della
natura, uno spettacolo che affascina e stupisce i turisti. E’ un evento
che va vissuto anche come un viaggio per la sopravvivenza, un viaggio
ricco di insidie, che solo gli individui più forti, (e direi anche
fortunati!), possono portare a termine; un percorso che spesso diventa
teatro di terribili scene di dolore e morte. Tutti gli erbivori per
spostarsi dal Kenya alla Tanzania, devono attraversare il fiume Mara,
scendere dalle ripidi sponde e nuotare verso la salvezza. Ma il fiume
nasconde tra le sue torbide acque centinaia di coccodrilli affamati,
pronti ad attaccare e uccidere senza pietà. Mi è capitato diverse volte,
durante i safari, di assistere a questo spettacolo, e ogni volta mi fa
davvero provare sensazioni a metà tra la curiosità e la pena per il
“povero” gnu che perde la propria vita …vedere gli gnu o le zebre
disperati, spinti dalla fame, lanciarsi nel fiume e rischiare di essere
catturati dai coccodrilli, o scorgere nella confusione un piccolo che
spaventato e insicuro si getta nell’acqua e lotta per la sopravvivenza
sotto gli occhi impotenti della madre… Si tratta di selezione naturale,
mi dico, una cruda e violenta selezione che si compie da sempre e
rientra in un equilibrio tra le specie animali che noi uomini
probabilmente non siamo in grado di comprendere fino in fondo, ma fa
sempre uno strano effetto.
Entrare in questo mondo è un po’ come fare un salto indietro alle
origini, quando la natura e i suoi abitanti erano regolati da leggi
invisibili che ne permettevano la convivenza.
Assistere, durante un safari, a scene di caccia o ad eventi regolati
da “meccanismi naturali ed istintivi” (ad esempio un cucciolo
abbandonato dalla madre perché troppo debole) fa comprendere quanto
grande sia la forza della natura selvaggia, la lotta per la
sopravvivenza, la vita, la morte. Le regole della savana coinvolgono
chiunque ne entri in contatto. Sicuramente é anche in questi aspetti che
l’Africa si rivela una terra unica e speciale, una terra dove gli eventi
e la natura dominano l’uomo, una terra dove le regole non vengono
dettate (almeno una volta!) dall’uomo, dalla tecnologia, dal progresso,
una terra dove, al contrario, tutto si ripete e si compie da secoli,
come la natura vuole.