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I ragazzi diventano Uomini!
di Catharina
Beretta
In questo spazio, che abbiamo deciso di dedicare alle tradizioni
e alle leggende africane, vogliamo dividere con voi le nostre conoscenze
acquisite durante i nostri numerosi viaggi attraverso le meravigliose
terre africane, attraverso letture fatte (e tuttora in corso!), le
ricerche, le appassionanti storie, le leggende e i racconti di Joseph e
degli amici kenioti.
Espressione di una tradizione decisamente forte
anche oggi, in Africa, sono le numerose tribù che caratterizzano la
società africana. Appartenere ad una tribù, infatti, è ancora un
elemento molto importante per l’identità personale, e ogni tribù ha i
suoi usi e costumi, i suoi riti e le sue leggende. Come ci racconta Ronald, il padre ultranovantenne di Joseph, le celebrazioni all’interno
di una comunità non si svolgono solo in occasioni felici, come ad
esempio la nascita di un individuo, la fine della pubertà, il
matrimonio, ma anche per commemorare la morte, per onorare i cambiamenti
di stagione e per invocare le divinità. Qualsiasi evento straordinario
va festeggiato!
Abbiamo deciso di riportarvi uno dei tanti racconti che
ci hanno colpito particolarmente: il rito di passaggio dalla giovinezza
all’età adulta per i giovani africani. Un rito che sicuramente visto con
gli occhi europei è molto difficile da comprendere o condividere, forse
impossibile, ma che nella società africana è ancora considerato un
momento sacro, particolarmente delicato ed importante per la comunità,
poiché comporta l’acquisizione delle responsabilità morali e sociali di
un individuo adulto.
In occasione di una delle nostre visite alla
famiglia di Joseph, un pomeriggio ci siamo seduti all’ombra di un albero
e Ronald ha iniziato a raccontare...
...ci spiega che il rituale
d’iniziazione dei ragazzi, si diversifica in una fase individuale e una
collettiva.
Durante l’iniziazione individuale i giovani uomini vengono
separati dalle madri e dal resto del villaggio e, spesso mascherati,
come a rappresentare una sorta di rapimento, vengono portati dai membri
anziani della tribù in un rifugio, nel quale dovranno trascorrere
qualche giorno a digiuno completo, senza poter curare il proprio corpo
né parlare con qualcuno.
La fase centrale del rituale consiste nella
trasformazione fisica vera e propria, imprimendo sul corpo, a seconda
della tribù d’appartenenza, tagli che lasceranno evidenti cicatrici,
buchi nei lobi delle orecchie o nelle labbra e ferite, che serviranno,
secondo le credenze popolari, per essere riconosciuti nell’aldilà dai
propri antenati. Ma soprattutto viene praticata la circoncisione. Fino
alla pubertà infatti i bambini sono considerati esseri bisessuali e
acquistano la loro identità sessuale solo dopo l’asportazione del
prepuzio, considerato un elemento femminile nell’uomo. La pratica è
molto dolorosa, ma la stessa sopportazione del dolore è una prova da
superare per entrare nel mondo degli adulti.
Quindi i ragazzi vengono
rifocillati con abbondante cibo e rimessi in forze per poter essere
sottoposti ad ulteriori prove di coraggio e resistenza che, si dice,
aumentino la fertilità.
A questo punto i “novelli uomini” ricevono dai
membri più anziani degli insegnamenti morali ed etici e il patrimonio
delle tradizioni della tribù d’appartenenza (miti, storie, canti, danze,
preghiere) indispensabili per una vita adulta di comunità.
Infine,
durante la fase collettiva del rituale d’iniziazione, i giovani vengono
lavati e cosparsi di pitture rosse (simbolo di forza) e riportati nel
villaggio per festeggiare l’evento con musica, balli e canti insieme a
tutta la comunità.
Oggi, ci confessa Ronald, gran parte delle
celebrazioni e dei rituali tradizionali è completamente scomparsa: il
progresso, lo sviluppo e l’avanzamento della cultura europea modificano
in maniera radicale anche l’Africa più nera. Nelle tribù gli anziani di
oggi non praticano più alcun rito o seguono antiche usanze, influenzati
anch’essi dall’avvento di una nuova cultura, e le foreste dove
segretamente venivano praticate lasciano il posto a nuovi villaggi e
campi coltivati.
A questo proposito ci teniamo a dirvi che se decidete
di fare un viaggio attraverso le terre africane, di non aspettarvi danze
propiziatorie, riti segreti, stregonerie o funzioni religiose. La
maggior parte delle antiche tradizioni rimane solo come leggenda e
costituisce un patrimonio culturale che viene tramandato oralmente e che
spesso non trova alcun riscontro nella realtà.
Eppure, secondo noi,
anche questi racconti, attuali o superati che siano, reali o frutto
della fantasia popolare, rendono l’Africa una terra davvero affascinante
e piena di mistero.
Le foto che trovate qui a fianco sono state tratte dal libro "african ceremonies" di Carol Beckwith e Angela Fisher, Ed.
"the concise".
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