N° 2 | Maggio 2006

 

Il ghepardo di Joseph Ngala

 

Caratteristiche

Ho pensato di raccontarvi uno degli incontri più emozionanti ed indimenticabili che abbia mai avuto con un ghepardo! Un’esperienza unica che incredibilmente (e poi capirete perché!) siamo riusciti a documentare con le foto che vedete qui a fianco.

Ero in mezzo al Masai Mara, in una calda mattinata di febbraio. La ricetrasmittente della jeep gracchia un messaggio confuso e fugace all'autista e l'adrenalina mi attraversa tutto il corpo, nonostante i tanti anni di safari! Traduco l'informazione, che l’autista di un’altra jeep ci ha passato, ai due giornalisti italiani che sto accompagnano nel loro primo safari attraverso il parco del Masai Mara, e loro tutti eccitati preparano cannocchiali e macchine fotografiche speranzosi di incontrare l'animale più affascinante ed elegante della savana: il ghepardo. Ci avviciniamo silenziosi al punto in cui è stato avvistato un ghepardo adulto, e dopo pochi metri, seduto su una collinetta di terra lo vediamo: il corpo snello, lungo all'incirca un metro e mezzo, di cui 80 cm quasi di coda, il dorso arcuato ed elastico, il pelo folto e maculato, le zampe lunghe e agili, gli occhi ambra e quel sottile disegno tutto intorno come due grandi lacrime nere che scendono fino agli angoli della bocca...

Ripensando a questo particolare mi viene in mente una leggenda africana che viene tramandata dalle guide più anziane e che tempo fa è stata raccontata anche a me, che spiega l’origine delle macchie nere che i ghepardi hanno intorno agli occhi. Si dice, infatti, che tanto tempo fa un ghepardo perse uno dei suoi cuccioli ucciso da una iena e disperato pianse per interi giorni. Le lacrime macchiarono il pelo e da allora il muso è rimasto segnato in modo indelebile. Ma torniamo all’avventura di cui vi stavo parlando…

...ci troviamo veramente vicini al ghepardo che sta scrutando il territorio in attesa di una preda (i ghepardi sono felini diurni, abituati a cacciare all'alba o al tramonto) e decidiamo di restare appostati per vedere cosa accade...

A tal proposito credo di poter affermare con sicurezza che in un safari è assolutamente importante poter gestire in totale libertà i tempi e poter decidere di fermarsi ad osservare in tutta tranquillità questo o quell’altro animale, appassionandosi a scoprire il suo comportamento. Un safari va vissuto a seconda delle proprie esigenze e dei propri interessi personali! Inoltre premetto, prima di procedere con la storia, che gli autisti e le guide sono molto preparati ed hanno un'esperienza tale da poter garantire la sicurezza dei turisti sapendo esattamente come avvicinarsi agli animali, quando e per quanto tempo, ed è per questo motivo che occorre affidarsi ai suggerimenti di chi, come me, conosce bene la natura selvaggia della savana e i suoi abitanti.

Dicevo, quindi, che... poco distante un elefante e il suo piccolo si stavano cibando di alcune foglie da un cespuglio. Il ghepardo si alza e fa qualche passo in avanti, probabilmente per mettersi in caccia di gazzelle, ma improvvisamente l'elefante, sentendosi minacciato e preoccupato per l'incolumità del suo piccolo, si mette sull'attenti, allarga le orecchie agitandole con forza, alza la proboscide e carica il ghepardo per allontanarlo...il ghepardo con uno scatto repentino salta sul tettuccio della nostra jeep e si sdraia guardandoci curioso negli occhi! Dritto negli occhi! Noi restiamo immobili e ammutoliti, l'emozione è forte, il cuore batte all'impazzata e a malapena riusciamo a scattare qualche foto e immortalare l'incontro molto, molto, forse un po’ troppo ravvicinato! Riusciamo ad udire il suo respiro affannato e a notare le zampe bagnate con le unghie sporche di terra. Non appena l’elefante si ritira e sparisce tra la vegetazione con il suo piccolo, il ghepardo scende dalla jeep e si allontana…

Per noi in realtà non c'è stato pericolo, il ghepardo ha solo usato la nostra jeep per difendersi dall'attacco dell'elefante e attendere che questo si allontanasse; inoltre il ghepardo non attacca l’uomo (a meno che non si senta minacciato), essendo un animale pacifico che caccia animali di piccola taglia, grandi al massimo come una gazzella. Io sapevo esattamente tutto ciò, ma vi assicuro che l’emozione è stata fortissima! Questa è stata sicuramente una delle esperienze più emozionanti che ho vissuto in savana, in oltre 11 anni di safari.

 

Forse non tutti sanno che…

Tutti conoscono il ghepardo come l’animale più veloce della terraferma, e molti sicuramente sanno che può correre così velocemente da raggiungere i 140 km/h. Un vero proiettile! Ma lo sapevate che anche la conformazione del cranio, leggermente più piccolo rispetto al resto del corpo, ed in particolare la dimensione ridotta dei canini, se li paragoniamo a quelli del leone ad esempio, favoriscono questa capacità? Essi permettono una maggiore apertura nasale, e quindi di garantire una quantità d’aria sufficiente a supportare le sue folli corse. Per non parlare del cuore, particolarmente sviluppato, della colonna vertebrale, decisamente flessibile, dei polpastrelli resistenti alle brusche frenate e della coda che, così lunga, svolge un’importante funzione durante gli inseguimenti, cioè viene adoperata come “timone” per mantenere l’equilibrio nelle curve.

Così come per gli elefanti (e direi un po’ per tutti gli animali), anche la femmina di ghepardo è molto premurosa nei confronti dei suoi cuccioli, e insegna loro a cacciare fin da piccoli attraverso un lungo e faticoso addestramento, che prevede che la preda venga prima cacciata dalla madre, e poi mantenuta in vita in modo tale da permettere ai piccoli di “allenarsi” nell’inseguimento e nella cattura. Un po’ macabro come esercizio, se pensiamo alla povera gazzella, ma è la legge della natura!

A proposito dei cuccioli, osservandoli noterete che il loro pelo, fino più o meno ai quattro mesi non è maculato giallo ocra e nero come negli adulti, ma lungo, setoso e grigio. Questo per identificarsi con la mellivora, che è un animale molto coraggioso e aggressivo simile al tasso e che non è molto conosciuto, ma considerato temibile e difficile da catturare da alcuni predatori della savana. Per questo la natura ha fatto sì che i cuccioli di ghepardo sfruttino questa somiglianza come arma di difesa.

Credo che il ghepardo sia veramente il felino più affascinante e allo stesso tempo tra i più rari da incontrare durante un safari. Purtroppo è un altro di quegli animali a rischio d’estinzione, anche per colpa dell’uomo. Infatti, non solo viene ucciso per il suo bellissimo manto maculato, ma viene cacciato anche da numerosi allevatori e coltivatori che vivono in prossimità dei parchi e che portano i loro greggi o utilizzano per le loro coltivazioni i territori di caccia dei ghepardi. Per fortuna esistono numerose associazioni, organizzate in diverse regioni africane, che si occupano della salvaguardia ed del ripopolamento di grandi felini ed in particolare dei ghepardi. Quindi se vi è capitato o vi capiterà durante un safari di incontrarne uno, ritenetevi davvero fortunati e GODETEVI LO SPETTACOLO!