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Natiki
di Catharina
Beretta
Anche questo mese abbiamo scelto di condividere con voi una
fiaba tratta dal libro di Nelson Mandela, ed in particolare vi
presentiamo la versione africana di “Cenerentola”. Forse leggermente
diversa da quella con la quale siamo cresciuti noi europei, la
“cenerentola africana” mette però in luce i medesimi valori, gli stessi
sogni e sentimenti che tanto ci hanno affascinato e commosso da bambini.
Il tardo sole del Kalahari precipita dietro gli alberi spinosi. I
cacciatori ritornano al veld. Al kraal la gente chiacchiera e ride.
Le
due sorelle e la madre di Natiki si spalmano il corpo di grasso.
Si fanno belle perché quella è la sera del ballo della luna piena.
Il cuore
di Natiki arde dal desiderio di recarsi con loro alla grande danza, ma
quando chiede alla madre se può andare con lei, la madre dice soltanto:
<< Va a prendere le capre, e fa in modo di riportarle qui prima che
faccia buio. Porta anche della legna e fai un bel fuoco così che le
bestie selvatiche stiano lontane.>>
La madre e le due sorelle trattano Natiki tanto, tanto male. Sono invidiose perché lei è molto più bella
delle due sorelle maggiori. E temono che un giovane cacciatore possa
invaghirsi di lei al ballo. E così Natiki sia avvia nel veld.
Quando
ritorna al kraal con le capre, la madre e le sorelle sono già andate al
ballo. Dispone gli aghi di porcospino che ha appena raccolto sul muretto
che racchiude lo spazio della capanna in cui preparano da mangiare.
Spezza la legna, la sistema e accende il fuoco. Poi si spalma il grasso
sul corpo, tanto che la sua pelle sembra rame lucidato. Si spazzola i
capelli con un ramoscello spinoso e si spalma su viso una mistura gialla
di grasso e pezzetti di corteccia. Intorno al collo ha delle perline
fatte di guscio d’uovo di struzzo. Si intreccia tra i capelli dei fili
di perline e intorno alle gambe lega delle orecchie essiccate di
antilope piene di semi. In ultimo ripone gli aghi di porcospino nel suo
piccolo marsupio di pelle. La lune è già alta quando Natiki si avvia
lungo il sentiero. Qua e là, camminando, infila per terra un ago di
porcospino. Quando giunge in cima alla salita e vede il grande falò
della danza, comincia a sentirsi un po’ ansiosa. Cosa diranno la madre e
le sorelle? Ma poi sente l’odore della carne sulla brace e i suoi piedi
si mettono a saltare, mentre le orecchie di antilope le accarezzano –
shirr shirr – le caviglie.
Quando raggiunge il falò, dapprincipio se ne
sta in disparte. Poi scorge la madre e le sorelle. Ma loro sono
impegnate a chiedersi, insieme alle altre donne, chi sia mai quella
ragazza giunta alla festa da sola, e del tutto sconosciuta.
Natiki si
insinua tra le donne che cantano e battono le mani. Si unisce al canto.
Batte le mani e sente i piedi leggeri. Un giovane cacciatore le sorride
mentre le passa accanto danzando. I suoi occhi si posano su di lei.
Quando comincia a farsi tardi, le sorelle di Natiki iniziano a
sbadigliare, spalancando la bocca in un modo che le fa sembrare ancora
più orribili. La madre di Natiki raccoglie le loro cose e dice alle due
figlie maggiori: <<Prendetevi ancora un po’ di carne e andiamo a casa>>.
E subito se ne vanno. Natiki canta e batte le mani insieme alle altre
donne per tanto, tanto tempo ancora. Quando sono tutti stanchi, il
giovane cacciatore le si avvicina.
<<Torno con te>> le dice.
Mentre
seguono la via segnata dagli aghi di porcospino verso la capanna, Natiki
gli racconta tutto delle sorelle e della madre che la trattano male. E
di come si infurierebbe la madre se sapesse che Natiki è andata al ballo
da sola. Allora il cacciatore dice: <<Ti porterò lontano da loro.
Discuterò io stesso la faccenda con tua madre>>. La madre e le sorelle
sentono le voci in lontananza.
<<Deve essere lei che ritorna con uno di
quei cacciatori>>, dice la sorella più piccola.
<<No, chi può aver
voglia di passeggiare con lei?>> chiede la più grande che è
invidiosissima di Natiki. Natiki e il giovane cacciatore compaiono nel
rosso bagliore del fuoco. Lei ha un aspetto davvero incantevole.
<<Brutta ragazzina, cosa credi di fare?>>, la sgrida la madre. Quando il
giovane cacciatore vede che Natiki comincia a tremare, si volta per
affrontare la madre. <<Stanotte porto via Natiki per sempre – dice- E
farò in modo che le sue ciotole non siano mai vuote.>>
<<Così vedrai che
è una buona a nulla!>>, urla la madre e scatta in piedi per separare Natiki e il cacciatore. Ma Natiki è troppo svelta per lei. Con un salto
si scansa e si sposta dietro al cacciatore. Ora la madre non può fare
più niente.
E così Natiki parte con il cacciatore verso il luogo in cui
vive la sua gente, tanto, tanto lontano. Tutti i pomeriggi, quando la
madre e le sorelle arrancano verso casa con grossi ceppi di legna alle
spalle, le due ragazze brontolano: <<Natiki, Natiki, un giorno ti
riporteremo a casa>>.
Ma Natiki è felice e contenta. Bada al marito e ai figli.
Ed è proprio come il cacciatore le ha promesso: le sue ciotole sono
sempre piene di cibo.

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