N° 11 | Dicembre 2007

 

 

 

 

 

Natiki di Catharina Beretta

 

Anche questo mese abbiamo scelto di condividere con voi una fiaba tratta dal libro di Nelson Mandela, ed in particolare vi presentiamo la versione africana di “Cenerentola”. Forse leggermente diversa da quella con la quale siamo cresciuti noi europei, la “cenerentola africana” mette però in luce i medesimi valori, gli stessi sogni e sentimenti che tanto ci hanno affascinato e commosso da bambini.

 

Il tardo sole del Kalahari precipita dietro gli alberi spinosi. I cacciatori ritornano al veld. Al kraal la gente chiacchiera e ride.

Le due sorelle e la madre di Natiki si spalmano il corpo di grasso.

Si fanno belle perché quella è la sera del ballo della luna piena.

Il cuore di Natiki arde dal desiderio di recarsi con loro alla grande danza, ma quando chiede alla madre se può andare con lei, la madre dice soltanto: << Va a prendere le capre, e fa in modo di riportarle qui prima che faccia buio. Porta anche della legna e fai un bel fuoco così che le bestie selvatiche stiano lontane.>>

La madre e le due sorelle trattano Natiki tanto, tanto male. Sono invidiose perché lei è molto più bella delle due sorelle maggiori. E temono che un giovane cacciatore possa invaghirsi di lei al ballo. E così Natiki sia avvia nel veld.

Quando ritorna al kraal con le capre, la madre e le sorelle sono già andate al ballo. Dispone gli aghi di porcospino che ha appena raccolto sul muretto che racchiude lo spazio della capanna in cui preparano da mangiare. Spezza la legna, la sistema e accende il fuoco. Poi si spalma il grasso sul corpo, tanto che la sua pelle sembra rame lucidato. Si spazzola i capelli con un ramoscello spinoso e si spalma su viso una mistura gialla di grasso e pezzetti di corteccia. Intorno al collo ha delle perline fatte di guscio d’uovo di struzzo. Si intreccia tra i capelli dei fili di perline e intorno alle gambe lega delle orecchie essiccate di antilope piene di semi. In ultimo ripone gli aghi di porcospino nel suo piccolo marsupio di pelle. La lune è già alta quando Natiki si avvia lungo il sentiero. Qua e là, camminando, infila per terra un ago di porcospino. Quando giunge in cima alla salita e vede il grande falò della danza, comincia a sentirsi un po’ ansiosa. Cosa diranno la madre e le sorelle? Ma poi sente l’odore della carne sulla brace e i suoi piedi si mettono a saltare, mentre le orecchie di antilope le accarezzano – shirr shirr – le caviglie.

Quando raggiunge il falò, dapprincipio se ne sta in disparte. Poi scorge la madre e le sorelle. Ma loro sono impegnate a chiedersi, insieme alle altre donne, chi sia mai quella ragazza giunta alla festa da sola, e del tutto sconosciuta.

Natiki si insinua tra le donne che cantano e battono le mani. Si unisce al canto. Batte le mani e sente i piedi leggeri. Un giovane cacciatore le sorride mentre le passa accanto danzando. I suoi occhi si posano su di lei. Quando comincia a farsi tardi, le sorelle di Natiki iniziano a sbadigliare, spalancando la bocca in un modo che le fa sembrare ancora più orribili. La madre di Natiki raccoglie le loro cose e dice alle due figlie maggiori: <<Prendetevi ancora un po’ di carne e andiamo a casa>>.

E subito se ne vanno. Natiki canta e batte le mani insieme alle altre donne per tanto, tanto tempo ancora. Quando sono tutti stanchi, il giovane cacciatore le si avvicina.

<<Torno con te>> le dice.

Mentre seguono la via segnata dagli aghi di porcospino verso la capanna, Natiki gli racconta tutto delle sorelle e della madre che la trattano male. E di come si infurierebbe la madre se sapesse che Natiki è andata al ballo da sola. Allora il cacciatore dice: <<Ti porterò lontano da loro. Discuterò io stesso la faccenda con tua madre>>. La madre e le sorelle sentono le voci in lontananza.

<<Deve essere lei che ritorna con uno di quei cacciatori>>, dice la sorella più piccola.

<<No, chi può aver voglia di passeggiare con lei?>> chiede la più grande che è invidiosissima di Natiki. Natiki e il giovane cacciatore compaiono nel rosso bagliore del fuoco. Lei ha un aspetto davvero incantevole.

<<Brutta ragazzina, cosa credi di fare?>>, la sgrida la madre. Quando il giovane cacciatore vede che Natiki comincia a tremare, si volta per affrontare la madre. <<Stanotte porto via Natiki per sempre – dice- E farò in modo che le sue ciotole non siano mai vuote.>>

<<Così vedrai che è una buona a nulla!>>, urla la madre e scatta in piedi per separare Natiki e il cacciatore. Ma Natiki è troppo svelta per lei. Con un salto si scansa e si sposta dietro al cacciatore. Ora la madre non può fare più niente.

E così Natiki parte con il cacciatore verso il luogo in cui vive la sua gente, tanto, tanto lontano. Tutti i pomeriggi, quando la madre e le sorelle arrancano verso casa con grossi ceppi di legna alle spalle, le due ragazze brontolano: <<Natiki, Natiki, un giorno ti riporteremo a casa>>.

Ma Natiki è felice e contenta. Bada al marito e ai figli.

Ed è proprio come il cacciatore le ha promesso: le sue ciotole sono sempre piene di cibo.